Roma Miseria, Bellezza, Coraggio

La rinascita di Roma dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e fino all’alba del boom economico, raccontata in una ricca serie di scatti firmati da uno dei più noti e attivi fotografi di quei decenni che il cinema ha trasformato in mito dell’immaginario collettivo. Questo il tema della mostra “Roma – Miseria, Bellezza, Coraggio” che sarà inaugurata il prossimo 5 novembre presso Spazio5, nel cuore del quartiere Prati.
Viene così aperta al pubblico, nell’anno in cui Roma celebra i suoi 150 anni da Capitale, una porzione finora perlopiù inedita dell’ingente tesoro custodito nell’Archivio fotografico Riccardi: oltre 3 milioni di negativi realizzati nel corso di una lunga carriera, iniziata dall’allora a malapena ventenne Carlo Riccardi ritraendo i soldati alleati di stanza nella Roma appena liberata, e poi esplosa come ‘paparazzo’ negli anni della Dolce Vita ma anche fotoreporter per varie testate, ritraendo i più diversi personaggi, eventi e situazioni dell’Italia postbellica.
A rendere preziosa questa collezione di fotografie e la memoria storica che esse ci restituiscono, oltre all’occhio del loro autore, è la varietà di sfaccettature che caratterizza il volto di questa Roma ‘remota ma non troppo’. Una città che accanto alla ‘grande bellezza’ delle sue testimonianze archeologiche e artistiche, ai simboli del potere istituzionale e agli eventi di portata nazionale che ha calamitato su di sé per tutto il corso del Novecento, vede dipanarsi le vicende quotidiane delle persone comuni alle prese con le difficoltà e le speranze, gli slanci e le miserie di un periodo tumultuoso, segnato da trasformazioni profondissime nell’urbanistica, nella struttura sociale ed economica, nella mentalità collettiva. Quella che ne vediamo emergere è la Roma moderna che di lì a poco, in un’Italia resa euforica dal

benessere economico, diventerà meta ambita e luogo-simbolo a livello planetario non più solo per il suo glorioso passato, ma anche per il glamour del nascente divismo, l’appeal del suo stile di vita, il suo ruolo di centro politico di un Paese che si apprestava a entrare tra le grandi potenze industriali del mondo.
La scelta di mostrare al pubblico la storia per immagini di una straordinaria – benché fitta di contraddizioni, alcune tuttora aperte – rigenerazione collettiva, ha un significato ancora più profondo alla luce della pandemia e delle ripercussioni che lascia dietro di sé, da un lato rivelando quanto sia precaria la ‘normalità’ che diamo per scontata, dall’altro sfidandoci oggi ancora una volta a mobilitare le nostre risorse di tenacia, coraggio, responsabilità e immaginazione, così come fecero negli anni 40-50 i nostri genitori e nonni. Un’occasione anche, alla vigilia delle elezioni amministrative, per stimolare una riflessione sulle origini della Roma contemporanea e sulle dinamiche che, a partire proprio dagli anni qui illustrati, hanno plasmato il suo volto attuale.

La mostra “Roma” sarà aperta dal 5 al 27 novembre tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 20, e sabato dalle 11 alle 18, presso Spazio5 in via Crescenzio 99 a Roma. L’ingresso è gratuito

 

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